La storia delle donut, le morbide e colorate ciambelle americane


La storia delle donut, le morbide e colorate ciambelle americane

Chi ormai non conosce le donut, le famosissime ciambelle colorate e gustose che fanno impazzire Homer Simpson? Conoscete, però, la loro storia e come hanno fatto a diventare così amate soprattutto negli Stati Uniti?

Ve lo spieghiamo noi con questo nuovo appuntamento dedicato all’American Food, che sicuramente non mancherà di farvi venire l’acquolina in bocca!

Con la loro esplosione di colori dovute alla glassa, ai confettini e agli zuccherini di cui sono sempre ricoperte, le doughnut (come scrivono gli americani) sono ormai note in tutto il mondo e, negli ultimi anni, grazie all’attenzione per la cucina made in USA che sempre più prende piede in Europa, anche nel Vecchio Continente sono presenti in grandi quantità.

Anzi, sono ritornate ad essere presenti, dato che la loro “nascita” è proprio europea. Ma andiamo con ordine e scopriamo perché.

La storia delle donut

La prima ricetta per preparare le ciambelle è apparsa negli Stati Uniti intorno alla prima decade dell’800 e, pochi anni dopo, iniziò a diffondersi anche nel resto dell’America. Si tratta, attualmente, di uno dei “dolci” più diffusi soprattutto a New York, ma secondo la teoria più accreditata le sue origini risalgono agli olandesi.

Prima del 1850, grazie alla massiccia migrazione degli olandesi negli Stati Uniti, arrivarono nel Nuovo Continente dei dolci tipici della loro cucina, chiamato olykoeks. Si trattava di una sorta di torta zuccherata e fritta nel grasso. Questi dolci, però, risentivano di un problema: non si riusciva mai a cuocerli perfettamente nel centro, che rimaneva sempre crudo. Per capire come si decise di ovviare a questo problema, dobbiamo però introdurre il personaggio del capitano americano Hanson Gregory, che cambiò definitivamente la forma di queste torte, trasformandole nelle ciambelle che conosciamo oggi.

Gregory, che portava con sé questo impasto durante i lunghi viaggi in nave, ne farciva il centro (dough) con nocciole (hazelnut) o noci (walnut) per coprire il difetto. Da qui nacque il nome doughnut.
Successivamente, però, pensò direttamente di forarle centralmente, praticando un buco che avrebbe consentito una cottura omogenea e conferito un sapore decisamente più buono al dolce.

Diffusione di massa e National Doughnut Day

La ciambella con il buco cominciò a diffondersi solo durante la Prima Guerra Mondiale, quando molti soldati americani nelle trincee francesi si nutrivano proprio con le doughnut. Questo perché molte donne volontarie distribuivano cibo, e soprattutto le ciambelle, per ricordare loro, anche se in maniera minima, le loro case e famiglie ormai lontane.

La diffusione di massa avvenne solo nel 1920, quando fu costruito il primo macchinario che iniziò a produrre in serie le ciambelle, grazie all’idea di un rifugiato russo, Adolph Levitt, che la introdusse nella sua bakery di New York. Da quel momento, l’idea ebbe successo ed oggi è possibile trovarle quasi ovunque!

Alle ciambelle è addirittura dedicata una giornata nazionale negli Stati Uniti: il National Doughnut Day, celebrato il primo venerdì di giugno. Nato per ricordare le centinaia di donne volontarie che assistevano i soldati in trincea mantenendoli, quindi in forze, è attualmente una giornata in cui ci si sbizzarrisce a mangiare ciambelle gratis nei tanti locali che le offrono.

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